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San Nicola dei Lorenesi

In Honorem S. Nicolai natio Lotharingorum

Di fronte a una grande chiesa completamente ristrutturata, sulla destra si trova San Nicola dei Lorenesi. Situata a Roma alle spalle di Piazza Navona, fu costruita nel 1635 grazie al contributo finanziario dello scultore lorenese Nicolas Cordier e al terreno ceduto da Gregorio XV nel 1622.

Le reliquie di San Nicola, vescovo di Myra in Licia (odierna Turchia) nel III-IV° secolo, furono trasportate nel 1087 a Bari, nell’Italia meridionale. Pochi anni dopo, una reliquia fu portata in Lorena, a Saint-Nicolas-de-Port, dove fu finalmente edificata la grande basilica di San Nicola.

Visitarla è un’occasione per pregare. San Nicola è noto per essere il protettore delle giovani ragazze, dei prigionieri innocenti, dei marinai e dei bambini. Qualche anno fa, questi stessi bambini avevano circondato un asino venuto per la processione della festa di San Nicola. Questa è un’opportunità per rafforzare la propria devozione a un santo e pregarlo per chiedere una grazia speciale. La comunità di San Giovanni, a cui è affidata l’animazione pastorale del luogo, non esita a proporre momenti di preghiera, sia ai Francesi che agli Italiani. Sono sempre lieti di aprire la loro porta ai pellegrini francesi, desiderosi di vedere questa affascinante chiesetta.

Orario delle messe

Domenica: ore 11,00
Dal lunedì al venerdì: ore 19,00

Adorazione del Santissimo Sacramento

Domenica dalle ore 8,00 alle 19,00
Giovedì, ora santa, dalle ore 19,30 alle 20,30
Dal lunedì al venerdì dalle ore 17,30 alle 18,30

Agenda

Prossimi appuntamenti a San Nicola dei Lorenesi

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Un pò di storia

La Storia della Comunità lorenese a Roma

Fondata nel 1508, la Confraternita dei Lorenesi di Roma aveva inizialmente solo una cappella all’interno della chiesa di San Luigi dei Francesi, in parte finanziata da Carlo III per lo Stato della Lorena.
Nel 1622, la Confraternita ottenne da Papa Gregorio XV una vecchia chiesa, San Nicola in Agone, vicino a Piazza Navona. La bolla Dum ad Sacram del 5 ottobre 1622 formalizzò questa acquisizione.
Utilizzando le 500 monete d’oro che Nicolas Cordier, scultore lorenese, aveva lasciato tramite testamento nel 1612 alla confraternita in vista di un’ipotetica ricostruzione della loro cappella, i Lorenesi decisero nel 1635 di ricostruire completamente la chiesa di San Nicola. I lavori furono completati un anno dopo, come indicato sulla targa commemorativa posta sul muro d’ingresso della chiesa.

Nel 1766 il Ducato di Lorena fu annesso alla Francia. Qualche anno dopo, nel 1793, la Chiesa di San Nicola dei Lorenesi fu integrata ai nuovi Pii Stabilimenti della Francia a Roma e Loreto.

È stata restaurata nel 2005, nel quadro di una convenzione con il Ministero francese della Cultura. Presenta bellissimi elementi decorativi a cui parteciparono molti Italiani e abitanti della Lorena dell’epoca. Il sostegno finanziario dato dal Consiglio regionale della Lorena e dall’associazione degli amici di San Nicola dei Lorenesi ha costituito un aiuto prezioso  per la realizzazione dei lavori di restauro.

Elementi architettonici e artistici

Architettura della chiesa

L’architettura molto semplice – una sala rettangolare, due cappelle e una cupola – è progettata dal Loreno François Desjardins, italianizzato in Francesco Giardini.

L’elegante facciata porta l’iscrizione latina “In Honorem S. Nicolai natio Lotharingorum” che ricorda l’orgogliosa origine lorenese della chiesa. Un edificio secondario fu successivamente aggiunto lungo la parete sinistra tra il 1751 e il 1759 sul sito della vecchia casa del Marchese de Cavalieri riacquistata nel 1729.

Le opere d’arte di San Nicola dei Lorenesi

Alcuni artisti lorenesi (Charles Mellin sepolto nella chiesa, Claudio Lorenese, Filippo Titi, Nicolas de Bar) lasciarono in eredità i loro dipinti alla chiesa per costituire la decorazione interna.
Oggi sono ancora visibili solo le opere di Nicolas de Bar: San Nicola, I tre bambini e un prigioniero, Le nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria.
A queste si aggiunsero nel 1730, durante un importante restauro, opere del pittore Francesco Antonozzi (Saint Pietro Fourier e la Vergine), oltre a quelle dell’italiano Corrado Giaquinto che disegnò i sontuosi affreschi, in particolare Le tre virtù teologali e l’Angelo che libera un prigioniero sulla parete del muro d’ingresso.

In occasione del giubileo del 1750, Corrado Giaquinto fu richiamato per realizzare la decorazione di due tele esposte sull’altare.

L’architetto Pietro Mariotti colse l’occasione per aggiungere bassorilievi in ​​stucco sopra le quattro porte, abbellire le porte in marmo bianco, rivestire le sedici lesene in marmo siciliano e marmo giallo di Siena.
Giuseppe Silvestri dipinse gli affreschi secondo il metodo trompe-l’oeil sulle volte della navata e della cupola.

Con l’arrivo delle truppe napoleoniche nel 1797, la Confraternita dei Lorenesi fu sciolta. Il tesoro di San Nicola dei Lorenesi fu fuso e integrato al tributo di guerra imposto a Pio VI. Molti dipinti originali scomparvero dalla sacrestia in quel periodo.

Attualità di San Nicola dei Lorenesi

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Contatto

Largo Febo, 17 – 00186 ROMA
Telefono : +39.06.68.13.45.63 – rome@stjean.com

Orario di apertura

È possibile avere una visione d’insieme della chiesa dal portale d’ingresso.

La chiesa può essere aperta anche su richiesta da inoltrare ai Fratelli di San Giovanni. Si può chiedere di celebrare la messa nei giorni feriali dalle ore 8,00 alle 12,00 e dalle ore 15,00 alle 17,00.

Trinità dei Monti

Sant’Ivo dei Bretoni